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Il brainstorming è un processo creativo ricco di potenzialità, che può essere ottimizzato e reso più semplice grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e in particolare della GenAI, contribuendo a migliorare sia l’efficienza che la qualità delle idee utili a risolvere problemi, sviluppare nuove strategie o creare campagne di marketing innovative.
Che cos’è il brainstorming?
Introdotto per la prima volta in ambito aziendale negli anni Trenta, il brainstorming è la tecnica che i team working usano per stimolare il processo creativo e generare idee in maniera collaborativa al fine di risolvere problemi complessi, sviluppare nuovi prodotti, pianificare campagne di marketing e migliorare processi aziendali.
Chiamata inizialmente thinking up dal suo creatore, il pubblicitario Alex F. Osborn, questa metodologia è caratterizzata da un flusso libero di pensiero, dalla condivisione spontanea e aperta delle idee e dall’assenza di critica di queste ultime. Infatti il brainstorming è semplicemente una discussione di gruppo rispetto ad una tematica, dove i partecipanti mettono sul tavolo le proprie proposte, capaci di stimolare la creatività e creare una catena di idee spesso “fuori dagli schemi”, perché non limitate dal contesto dell’ambiente lavorativo. L’obiettivo di Osborn, fondatore dell’agenzia Bbdo, era quello di aiutare il suo team a superare le crisi, migliorando l’efficacia e la produttività delle riunioni, con l’obiettivo di risolvere problemi attraverso soluzioni innovative in grado di tradursi risultati tangibili.
Grazie al suo libro “L’Arte della Creativity” – pubblicato in Italia da Franco Angeli – Alex F. Osborn riuscì a diffondere la sua tecnica vincente, che ancora oggi viene impiegata con efficacia da molte grandi società e PMI.
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Come fare brainstorming? 4 regole d’oro e due fasi essenziali
Metodo creativo che mira a generare un ampio numero di idee in un breve periodo di tempo, facilitando la collaborazione tra i membri di un team e rafforzando il team building, il brainstorming si compone di più fasi, tecniche e regole. Infatti, pur essendo incentrato sul pensiero libero, questo processo deve essere regolato per sfruttarne l’efficacia ed evitare che si trasformi in un caotico guazzabuglio di idee.
Per pianificare una sessione ideale, è utile tenere a mente i quattro principi su cui si basa il brainstorming:
- Più quantità e meno qualità: sembra strano, ma la qualità non è il focus di questa metodologia; o almeno, della sua prima parte. Infatti lo scopo è quello di stimolare la produzione di una gran quantità di idee, nate da un flusso continuo e libero, poiché all’interno di esse si potrebbe nascondere quella più utile all’attività. Quindi, maggiore sarà il numero, più alta la possibilità di trovare l’ispirazione giusta;
- Nessuna critica o commento: critiche o commenti alle idee proposte possono interrompere il flusso libero e naturale delle proposte. Per questo, durante la sessione, è vietato esprimere un parere sui pensieri degli altri e giudicare quanto esposto. Ciò sarà fatto in un secondo momento. Questo si lega alla regola precedente, poiché l’importante è la quantità e non l’effettivo valore dell’idea;
- Massima libertà: durante la sessione non devono essere presenti paletti che impediscono lo sviluppo della catena di idee. I partecipanti possono prendere spunto dai pensieri degli altri per formare una propria opinione, oppure possono aggiungere qualcosa di completamente diverso senza doversi preoccupare di andare “fuori tema”. Entrambi sono meccanismi molto utili all’ottenimento dei risultati, per cui chi modera non deve frenare il libero flusso delle idee;
- Ascoltare per migliorare: tutti i partecipanti devono essere in grado di ascoltare gli altri, senza interromperli per imporre il proprio pensiero. Riuscire a focalizzarsi sui punti di vista di chi è seduto al tavolo è un’attività molto importante per la buona riuscita del processo di brainstorming.
Con queste regole d’oro in mano, si può iniziare la sessione di gruppo, che si distingue in due fasi:
- Fase divergente: lo scopo di questo momento iniziale è quello di stimolare il pensiero libero. Inizialmente chi guida la discussione introduce l’argomento della sessione (la ricerca di una nuova idea per un prodotto, la risoluzione di un problema aziendale, etc.), senza scendere troppo nei particolari, in modo da non influenzare gli altri. Dopo aver fissato un tempo limite e aver spiegato le regole d’oro, si comincia a dare la parola ai vari partecipanti;
- Fase convergente: in questo secondo momento si analizzano le varie idee proposte, si fa una prima scrematura e si scelgono quelle più adatte e interessanti per la sessione. Poi si procede ad approfondirle, revisionarle e rendere maggiormente realizzabili. In questa seconda parte possono essere coinvolti anche altri gruppi, magari composti da figure specifiche che possono contribuire a ottimizzare l’idea.
3 principali tecniche di brainstorming
Oltre alla tecnica originale sviluppata da Osborn, nel tempo sono andate a crearsi differenti varianti del brainstorming, in grado di far raggiungere risultati efficaci affrontando la discussione con molteplici strumenti. Ecco alcune delle più utilizzate:
Brainwriting
Si tratta di un metodo che si basa sulla trascrizione delle idee proposte, non più sulla condivisione orale. Da alcuni è considerata una tecnica più ordinata, che consente di raccogliere i pensieri e fissarli su carta senza il timore di dimenticarli. Anche se meno spontanea e meno capace di creare una coesione naturale tra partecipanti, è sicuramente utile e vantaggiosa per coloro che non riescono a esprimersi bene a voce per cause caratteriali e legate a barriere linguistiche.
Brainwalking
Questa versione sfrutta il movimento per stimolare il processo creativo. In ufficio possono essere posizionati diversi cartelloni o bacheche, accessibili ai partecipanti che, camminando, possono essere ispirati e annotare su dei post-it i propri pensieri. Il brainwalking libera i coinvolti dal contesto ambientale di una chatroom o di una sala riunioni, permettendo loro di essere ispirati in qualsiasi luogo dell’azienda.
Brainstorming inverso
In questo tipo di brainstorming, ai partecipanti viene chiesto di pensare a un problema anziché a una soluzione. Questo processo è applicabile prima dell’avvio di un progetto importante, in modo da preparare il team ad affrontare in maniera efficace eventuali ostacoli, e a superarli senza timore.
Ottimizzare il brainstorming con la GenAI
Usata in molte aree del settore aziendale, dalla gestione del personale alla comunicazione con i clienti, oggi l’Intelligenza Artificiale si rivela uno strumento molto utile anche per ottimizzare il brainstorming. In particolare, la Generative AI, in grado di creare dei contenuti nuovi e originali basandosi su schemi di apprendimento e raccolta di dati, si adatta idealmente alle esigenze del processo creativo.
Scendendo nel dettagli, l’AI Generativa può, attraverso un prompt, aggiungere un gran numero di idee a quelle già raccolte, in modo da offrire ulteriori stimoli per procedere con la discussione. Questo tool diventa molto utile anche per tutti quei partecipanti che, per questioni di personalità o di barriere linguistiche, si trovano in difficoltà nell’esprimere i propri pensieri. Inserendo un input personale nel software AI, ad esempio, si possono generare delle idee che ricalcano il pensiero originale del partecipante.
La capacità dell’Intelligenza Artificiale Generativa di produrre immagini e testi, inoltre, è in grado di ispirare i partecipanti alla sessione che, attraverso stimoli grafici e testuali, possono mettere alla prova la propria creatività.
Queste sono solo alcune delle operazioni più interessanti che possono essere gestite con la GenAI per migliorare il processo di brainstorming. Al contrario di quello che molti potrebbero pensare, l’Intelligenza Artificiale non limita la creatività e, se usata nella maniera giusta, è in grado di far ottenere degli oltimi risultati snellendo le fasi più noiose e automatiche di ogni attività aziendale.